Adiacente all’Orto Botanico, tra via Lincoln e il Foro Italico, si trova Villa Giulia. Considerato il primo giardino pubblico di Palermo e terzo in Europa, tra i più splendidi d’Italia, è stato anche uno dei primi ad essere realizzato.

Di questo spazio verde ho molti ricordi di quando ero bambina. Di consueto i miei genitori, avevano l’abitudine di portare me e le mie sorelle in questa villa, sia per permetterci di giocare all’aperto in un luogo sicuro lontano dal caos cittadino, ma anche per vedere le vasche con i pesciolini rossi, e visitare i leoni e le scimmie, che dall’interno delle loro gabbie animavano un tempo il giardino.

Storia e curiosità

Villa Giulia nasce nell’antico quartiere della Kalsa, per volere del pretore La Grua. In questa distesa fuori dalle mura della città vicino al mare, ancor prima della costruzione della villa, i pescatori erano soliti mettere le loro reti ad asciugare. Successivamente la pianura di sant’Erasmo fu luogo di esecuzioni capitali, fino a quando non nacque il giardino. Inaugurato l’11 giugno 1778.

Il progetto della villa venne curato dall’architetto Nicolò Palma, che realizzò un perimetro quadrato, suddiviso in altrettanti quattro quadrati.

Le esedre in stile neopompeiano che abbelliscono la parte centrale, furono  progettate da Giuseppe Damiani Almeyda nel 1866. Il parco fu dedicato alla moglie del viceré spagnolo Marcantonio Colonna di Stigliano, infatti ne prese il nome di Donna Giulia D’Avalos.

Villa Giulia è stata definita da Johann Wolfgang Goethe “il più meraviglioso angolo della terra”. Lo scrittore tedesco compì un viaggio nel Bel Paese e la Sicilia fu per lui fonte d’ispirazione. Durante la sua permanenza a Palermo, visitò costantemente il giardino, qui tra le grandi aiuole di ranuncoli e anemoni, era solito leggere Omero.

Cosa vedere

La villa delimitata da una cancellata in ferro, realizzata nel 1855, si espande per sette ettari e ha due ingressi. Quello lato mare di fronte il Foro Italico, nonché il  principale è in disuso. Questa apertura è costituita da un portico, sorretto da quattro colonne di marmo di ordine dorico, ai lati due piedistalli reggono due leoni. Sull’architrave tre scudi rappresentano lo stemma di Palermo, della famiglia La Grua e della famiglia Colonna. L’unico accesso in villa dal 1864 è la “Porta Carolina” o “Porta Reale” che si trova su via Lincoln.

Due lunghi viali si incontrano all’interno del giardino in una piazza centrale, ai suoi lati quattro padiglioni semicircolari, che un tempo venivano usati come palchetti per la musica, fungono da cornice a una fontana circolare.

Questa realizzata da Ignazio Marabiti nel 1870, possiede internamente un piccolo “Atlante” che sorregge un dodecaedro anch’esso conseguito in marmo. Il poliedro progettato nel 1784 dal matematico palermitano Lorenzo Federici, e restaurato nel 1845, fungeva un tempo da orologio solare.

In villa non mancano laghetti artificiali, collinette e opere d’arte, come busti di personaggi illustri, quali: Pacini, Leopardi e Bellini.

All’estremità del giardino, gruppi scultorei allegorici quali l’Abbondanza, la Gloria, la Maldicenza, l’Infedeltà e l’Ozio attorniano la fontana settecentesca del Genio di Palermo, una delle tante rappresentazioni sparse per il capoluogo.

Il simbolo della città scolpito nel 1778, rappresenta un uomo vecchio con la barba lunga collocato su una roccia. In una mano tiene uno scettro, emblema regale, mentre l’aquila di fianco è icona delle vittorie militari. La cornucopia sulla roccia rappresenta l’abbondanza, mentre il cane posto ai piedi raffigura la fedeltà. Infine la targa in latino menziona i tre antichi privilegi della città: prima sede dei re di Sicilia, luogo di incoronazione e rango capitale.

Costo biglietto: ingresso gratuito

Orari di ingresso: dalle ore 8:00 alle ore 17:00

Indirizzo: via Lincoln n.1 – 90133 Palermo

Questa villa malgrado i continui cambiamenti avvenuti nel corso del tempo, riesce ancora oggi ad accogliere i suoi visitatori in un luogo ricco di bellezza e di storia.

Siete mai stati a Villa Giulia? Vi piacerebbe visitarla?