Uno dei musei più famosi di Milano e tra i più apprezzati d’Italia è la Pinacoteca di Brera. La galleria d’arte antica e moderna è ricca di tesori di inestimabile valore artistico e culturale.

La Pinacoteca di Brera è uno spazio espositivo che ho sempre ammirato e desiderato visitare fin dai tempi del liceo, quando il professore di storia dell’arte spiegava minuziosamente i dettagli delle opere di Raffaello, del Caravaggio, del Mantegna o del Tintoretto.
Trovandomi a Milano per un weekend non potevo perdere l’occasione di realizzare uno dei miei “tanti”sogni nel cassetto e perdermi, si fa per dire, nei corridoi che espongono alcuni dei capolavori studiati sui banchi di scuola.

Storia e curiosità
La Pinacoteca di Brera si trova nell’omonimo palazzo, al centro del quartiere degli artisti, ma anche a due passi da piazza Duomo, dove fanno da contorno tra le strade acciottolate, negozi alla moda, bar e antichi palazzi.
L’edificio fu edificato dai gesuiti tra il XVI e il XVII secolo sul luogo dove sorgeva l’antico monastero di Santa Maria di Brera degli Umiliati. I monaci realizzarono una scuola rinomata, una biblioteca e un osservatorio astronomico. Nel 1773 l’ordine dei gesuiti fu sciolto e l’Imperatrice Maria Teresa d’Austria vi stabilì l’Accademia di Belle Arti. La Pinacoteca di Brera nasce nel 1809 per scopi educativi legati alla formazione degli studenti che frequentavano l’Accademia di Belle Arti.

La Pinacoteca viene aperta al publico durante il periodo Napoleonico, e sempre nell’ottocento entrano a far parte della collezione anche quadri e tele provenienti dalle chiese e dai monasteri della Lombardia oramai chiusi.
Nel 1882 la Pinacoteca si separò dall’Accademia e da allora la sua collezione crebbe considerevolmente. Dipinti di pittori veneti e lombardi, si accostano a quelli di altre scuole pittoriche, non solo italiane.

Cosa vedere alla Pinacoteca di Brera
La visita alla Pinacoteca inizia dal Cortile d’onore del Palazzo di Brera, il cortile principale così come il palazzo, risalgono alla prima metà del ‘600. Il progetto della corte fu affidato a Francesco Maria Richini, maggiore architetto del primo barocco lombardo.
Egli elaborò il chiostro di pianta rettangolare con un doppio ordine di colonne a reggere archi a tutto sesto.

A partire dal XIX secolo il loggiato fu arricchito con numerose statue, dedicate alle rinomate personalità scientifiche ed artistiche della Lombardia. Al centro del cortile primeggia la riproduzione bronzea di un’opera di Antonio Canova: Napoleone Bonaparte come Marte Pacificatore.

La Pinacoteca di Brera si estende su unico piano. La collezione ampliata anche grazie a delle donazioni, oggi ospita più di 400 opere di artisti italiani e stranieri che vanno dal XIV al XIX secolo.
I quadri che per la maggior parte sono di tematica religiosa, sono divisi in 38 sale espositive disposte in base temporale, un percorso che spazia dalla preistoria all’arte contemporanea.
Non posso mettere in risalto un quadro piuttosto che un altro, perché ogni opera custodita all’interno della Pinacoteca di Brera è degna d’attenzione. Magari posso citare giusto qualche dipinto tra quelli più conosciuti nella storia dell’arte come: la “Cena in Emmaus” realizzato nel 1606 dal pittore italiano Michelangelo Merisi, noto come il Caravaggio, che rappresenta l’episodio del Vangelo di Luca.

Il “Cristo Morto” è uno dei più celebri dipinti di Andrea Mantegna, lo scorcio prospettico espressivo e severo lo rende uno dei simboli del Rinascimento italiano.

Lo “Sposalizio della Vergine” datato 1504 non smette mai di stupire. La pala d’altare dipinta da Raffaello all’età di 21 anni, fu realizzata per la chiesa di San Francesco a Città di Castello.

Il “Bacio” dipinto realizzato nel 1859 dal pittore italiano Francesco Hayez, simboleggia l’amore per la patria. L’opera è considerata il manifesto dell’arte romantica italiana.

Non mancano quadri di artisti di rilievo del Bramante, del Tintoretto, di Piero della Francesca, del Bronzino, del Bellini e tanti altri ancora. Insomma c’è da dire che la Pinacoteca di Brera è un luogo imperdibile per gli amanti dell’arte.

Il Palazzo Brera ospita al suo interno altri enti culturali che vi consiglio di non perdere.
La Biblioteca Nazionale Braidense che di certo non passa inosservata, con le sale alcune con volte affrescate e le scaffalature e i ballatoi in noce e radica, di cui io mi sono innamorata.

L’Osservatorio Astronomico di Brera è rinomato a livello mondiale per la sua attività di ricerca scientifica. Espone i primi strumenti astronomici, come il telescopio di Giovanni Schiapparelli che nel 1875 osservo il pianeta Marte. Le visite guidate sono gratuite.

La realizzazione dell’Orto Botanico di Brera si deve a Maria Teresa d’Austria nel 1774, e come ancora oggi aveva uno scopo didattico. L’area è divisa in aiuole con vari tipi di piante, alberi da frutto e serre. L’Orto Botanico restaurato secondo l’aspetto originario, custodisce più di 300 specie diverse. Gestito dall’Università degli studi di Milano, al suo interno vengono organizzati eventi culturali e visite guidate. Un luogo di pace da visitare in qualunque stagione. L’ingresso è gratuito.

Sempre all’interno del Palazzo Brera troverete l’Istituto Lombardo di Scienze e Lettere e l’Accademia di Belle Arti.

Il tempo di visita della Pinacoteca di Brera è all’incirca di due ore, io ne ho impiegate molto di più, in quanto ho preferito ammirare le opere con tutta tranquillità.

Se volete evitare lunghe attese in biglietteria, vi suggerisco di acquistare i biglietti direttamente sul sito ufficiale della Pinacoteca di Brera.
Orario d’ingresso: da martedì a domenica dalle 8:30 alle 19:15
Costo del biglietto: € 15,00 intero – € 10,00 ridotto
Indirizzo: via Brera 28, 20121 Milano.

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A presto.
Ester
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Milano è una città fantastica. La Pinacoteca di Brera penso sia una delle cose più belle da visitare, per non parlare de “Il bacio” di Francesco Hayez la trovo un’opera bellissima e affascinante.
Milano è una città interessante da ogni punto di vista e la Pinacoteca di Brera è un luogo imperdibile. Il quadro “Il bacio” una tra le opere più fotografate.
Davvero un bellissimo museo, va custodito gelosamente, curato e menzionato. Benfatto.
Un museo che parla da sè! Ma trovo che sia interessante pure raccontarlo.